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venerdì, marzo 26, 2004
Intrigo internazionale in una grotta messicana di Puebla dove da otto giorni erano rimasti bloccati sei speleologi britannici. Le autorità militari messicane hanno dato notizia che i sei sono stati salvati ma parallelamente è scoppiato un caso visto che i sei, che avevano fatto solo un visto turistico, erano militari inglesi. Ora sono interrogati dalla polizia locale e la vicenda ha attratto l'attenzione dello stesso presidente Vicente Fox che ha chiesto spiegazioni a Londra. Per ora la Gran Bretagna ha tentato di disinnescare la mina, spiegando che la spedizione aveva scopi puramente scientifici. I salvati avrebbero descritto la loro operazione come «un training informale di tipo militare». Che ci fosse qualcosa di strano le autorità messicane lo avevano sospettato già da qualche giorno, visto che i sei bloccati nella grotta avevano rifiutato di essere soccorsi da personale messicano e avevano detto di attendere una squadra di specialisti inglesi. Così, infatti, è avvenuto. L'ambasciata britannica a Città del Messico, dopo due giorni di imbarazzato silenzio, ha sostenuto che i sei militari intrappolati nella grotta «sono escursionisti che eseguivano per diletto rilevamenti cartografici» della rete di cunicoli sotterranei lunga quasi cento chilometri, una delle più grandi al mondo. Il direttore della Protezione civile di Puebla, Josè Hernandez, ha detto che il gruppo dei britannici, prima di restare intrappolato, aveva svolto una serie di esplorazioni delle numerose grotte presenti nella zona. «Non hanno chiesto i necessari permessi né si sono registrati presso i nostri uffici», ha detto Hernandez. postato da me: indovinami | indovinami@hotmail.com | |
15:48 |
giovedì, marzo 25, 2004
Aveva dodici anni. E' morto soffocato da un sacchetto di plastica. Ci aveva spruzzato dentro del deodorante per ambienti, quindi se lo era infilato in testa per aspirare il vapore. Ma deve avere perso i sensi e il sacchetto, sgonfio d'aria,
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10:44 |
Ha viaggiato contromano all'interno del traforo del Monte Bianco, correndo a 160 chilometri all'ora. Non si è scontrato con nessuna vettura solo perché è immediatamente intervenuto il sistema di controllo che ha bloccato il traffico sulla corsia opposta. All'uscita, sul versante francese, è andato a sbattere contro la struttura che protegge le cabine del pedaggio ed è finito all'ospedale di Chamonix.
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10:41 |
martedì, marzo 23, 2004
Le loro fidanzate li avevano denunciati più volte per molestie telefoniche, e per questo il procuratore di Vicenza, Paolo Pecori, ha adottato un provvedimento singolare nei confronti di due giovani: il divieto di usare i cellulari, esteso anche alle compagnie telefoniche, che non potranno più fornire servizi di alcun tipo ai due diffidati. Il magistrato - riporta oggi Il Giornale di Vicenza - aveva già diffidato una prima volta i due giovani respinti dal telefonare ancora alle "ex", facendo sequestrare le loro schede telefoniche. Ma dato che le molestie sono proseguite, con un nuovo provvedimento il Pm ha anche disposto che i carabiniri comunicassero alle società di telefonia mobile di bloccare qualsiasi fornitura agli indagati. Se i due naturalmente cercassero di aggirare il divieto, usando la tessera sim di un'altra persona, per questa scatterebbe un provvedimento analogo. I due molestatori sono un ragazzo di Caserat ed uno di Trento; vittime delle loro chiamate un'avvocata e un'impiegata di uno studio professionale
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13:29 |
Affascinante, modi gentili, alle donne rubava il cuore. E poi il bancomat, il libretto degli assegni e quanto potesse consentirgli di condurre "una vita dignitosa". Questa l'ambizione di Angelo D., torinese di 34 anni, indagato a piede libero dal commissariato San Paolo. "Devo pur vivere, in qualche modo" ha detto durante l'interrogatorio. Promettendo di restituire il maltolto alle malcapitate signore.
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13:26 |
venerdì, marzo 19, 2004
Per un errore del computer, un pensionato, recatosi in ospedale per un controllo, ha trovato il suo nome e le sue generalita' nell'elenco dei pazienti deceduti. E' successo ad Antonino Catania, pensionato di 71 anni, all' ospedale Buccheri La Ferla di Palermo. L'inconveniente e' stato risolto dal personale amministrativo che ha corretto la scheda del paziente. Lo riporta il "Giornale di Sicilia". postato da me: indovinami | indovinami@hotmail.com | |
13:34 |
mercoledì, marzo 17, 2004
Quando la mamma l’ha buttato in un cassonetto aveva soltanto poche ore di vita. Ma per lei, che non lo voleva, aveva vissuto anche troppo. Meglio disfarsene facendolo finire in una discarica. Lo ha fatto per ben due volte. E’ rimasta incinta di nuovo un anno dopo. E anche allora ha deciso di uccidere il suo bambino. Lo ha confessato e ha fornito una versione agghiacciante: «Il mio compagno non voleva altri figli. Abbiamo già una femmina e mi ha detto che se ne fossero arrivati altri mi avrebbe lasciato. Per questo li ho ammazzati». Una coppia diabolica, dicono i magistrati. Li hanno arrestati entrambi. L’uomo nega. Dice di non essersi mai accorto di nulla. Giura che non sapeva niente. Ma è difficile credergli, pensare che non abbia visto quella pancia che cresceva. Due giorni fa il tribunale del Riesame ha confermato per lui la custodia in carcere, ribadendo l’accusa di duplice omicidio e occultamento di cadavere. Per lei è invece già arrivata la richiesta di rinvio a giudizio che sarà discussa il 24 marzo. Il processo segue tempi e strade diverse, ma li tiene uniti in questa storia di autentica follia.
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13:34 |
martedì, marzo 16, 2004
Il teste ha la pressione altissima, suda, sta male e allora il processo bisogna farlo all'aperto. E' successo a Palermo, dove un giudizio per diffamazione ha avuto una seduta nel "Giardino della memoria", l'ampia piazza che separa il vecchio dal nuovo palazzo di Giustizia. Uno dei testimoni principali di una causa per diffamazione soffre di claustrofobia e proprio non poteva stare dentro un'aula di tribunale.
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17:56 |
Vedrai vedrai postato da me: indovinami | indovinami@hotmail.com | |
13:14 |
mercoledì, marzo 10, 2004
Un uomo e' stato arrestato con l'accusa di aver abusato sessualmente sia della nipotina di 10 anni sia della cognata di 14. Si tratta di un disoccupato di 31 anni, residente nel quartiere Uditore di Palermo. A denunciare l'uomo alla polizia e' stata la moglie che, nascosta sotto il letto matrimoniale, ha scoperto gli abusi del marito
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19:22 |
martedì, marzo 09, 2004
L'ha circuita sottraendole un totale di 130mila euro. Protagonista un chirurgo romano 54enne, Marcello Lottini, arrestato dalla Squadra mobile della Questura di Roma con l'accusa di circonvenzione di incapace. Il medico, ora agli arresti domiciliari, tempo fa aveva curato il marito della donna, di 81 anni. Rimasta vedova, ne aveva conquistato la fiducia. Lottini era in procinto di vendere l'auto e la nuda proprieta' dell'appartamento dell'anziana
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19:09 |
Le volevo chiedere se lo sperma favorisce l'insorgere della carie (ultimamente la mia ragazza anche per non sporcare il materasso nuovo, ingoia le mie secrezioni). Ho notato il proliferare nel suo cavo orale di diverse carie, mi stavo chiedendo se continuare questa pratica anche per quello che costa un dentista.
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16:25 |
"Salve dottore, 6 anni fa un attacco di panico fu l'inizio dei miei problemi. Poi ansia curata con Frontal poi un giorno mi sono messo a piangere così, senza motivo: fu l'inizio della depressione. Ho frequentato il centro di salute mentale della mia città e mi hanno ridotto a uno zombie. Un neurologo mi ha aiutato a uscirne ma questa depressione non ne vuol sapere di calare. Ora prendo litio, Remeron e Entact ansiolitici. Al bisogno e pratico sport (kick boxing) ma rimango sempre negativo di pensiero riguardo la mia guarigione. Motivo: pene microscopico, che mi ha causato diverse figuracce, perdita di amici, di amiche, di vita. Il mio pene misura in erezione 13 cm ma non mi venga a dire anche lei che bastano per soddisfare una donna: non è vero... non ci credo e ne ho avuto la prova io stesso. I farmaci, lo psicologo, l'attivita fisica mi faranno star meglio sì, ma poi quando sono di fronte alla vera vita ho un impedimento. Forse la natura mi ha fatto brutto di viso (non credo assolutamente che le ragazze guardino l'aspetto interiore) per evitare di avere contati con loro ed evitare figuracce."
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16:22 |
Rosa Silvina Moyano e Carlos Alberto Diaz erano convinti di aver messo al mondo un maschietto, Rodrigo. Quando il bebè è nato, infatti, le infermiere hanno annunciato alla coppia che si trattava di un ometto. Poi hanno portato via il neonato e lo hanno lavato e vestito sempre loro, consegnandolo alla mamma solo per l'allattamento.
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16:19 |
Un uomo e' morto dopo aver bevuto del liquido antigelo scambiato per acqua. Filippo Villone, 65 anni, di Armento, in provincia di Potenza, si e' svegliato nella notte tra domenica e lunedi' ed e' andato in cucina per bere, ma si e' accorto troppo tardi di aver confuso la bottiglia dell' acqua con un'altra bottiglia, simile, che lui stesso aveva riempito di liquido antigelo per la macchina. Dopo due giorni di agonia l'uomo e' morto nell'ospedale di Villa d'Agri
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10:56 |
lunedì, marzo 08, 2004
E' stato salvato in extremis dal manovratore del camion per la raccolta dei rifiuti. Un 22enne, di nazionalita' ceca, aveva scelto infatti il cassonetto dell'immondizia di un terminal automobilistico, a Roma, come rifugio per la notte senza accorgersi dell'arrivo del camion. Quando le gambe del giovane erano gia' sul compattatore e stavano per venire tranciate, l'autista si e' accorto e ha bloccato il congegno. Il ceco, sotto choc, e' stato portato in ospedale per essere medicato postato da me: indovinami | indovinami@hotmail.com | |
15:38 |
......sono nel pieno di un paradosso spazio temporale: per tutti gli altri non è passato neanche un istante e per me son tre ore che non succede niente....
postato da me: indovinami | indovinami@hotmail.com | |
14:02 |
Omicidio-suicidio. E' questa l'ipotesi a cui lavorano gli inquirenti dopo il ritrovamento, stamane intorno alle otto, dei corpi di due immigrati rumeni uccisi a coltellate in un giardinetto alla periferia sud di Milano. I due sono stati identificati grazie ai passaporti che avevano in tasca: si tratta di Gheorge Catuna, 47 anni, e Sava Catuna, 42 anni. Probabilmente erano marito e moglie, spiega la polizia, dato che in Romania la donna col matrimonio assume il cognome del coniuge. La donna porta sul corpo, soprattutto sulla schiena, i segni di una ventina di coltellate. L'uomo ha la gola tagliata, alcune ferite a una mano e un coltello a serramanico stretto nell'altra.
postato da me: indovinami | indovinami@hotmail.com | |
13:54 |
Decise di chiamarla: +++918414. Non raggiungibile. “Cellulari del cazzo. Riproverò più tardi”. Passò un giorno. Due. Una settimana. L’estate. L’anno. L’università. Poi chiamò lei. “Ti ricordi di me?” “Ma vaà!?” “Mi sono trasferita” “E dove?” “Nella tua città” “Uhm” (formicolio). Soliti aggiornamenti: “Si?!” “Dai!!” “Noo…!” “Complimenti…!” Una sola notizia chiave: libera. “Ci vediamo?”. “Certo che ci vediamo!”. Finì così: “Ti chiamo io! Di sera lavori? Merda! Mattina? Pranzo? Pranzo da me!? Bella lì! Ti faccio sapere”. Passò qualche giorno. Decise di riflettere sul da farsi. Quant’era passato da quella volta? Un anno. No, un anno e mezzo: era quasi Natale. Al pensiero gli vennero in mente i raid adolescenziali a base di Zeus e Magnum e le partite al Commodore 64. Poi le lucine colorate, gli alberi sintetici dietro le finestre e i film porno di John Holmes. Le vacanze aumentano il desiderio di sesso: il corpo e la mente si rilassano. Troppo. Pensò ad una frase del drugo Alex: “riflettere è per i deboli”. Bisogna seguire l’istinto, e sperare di avere un buon istinto. “Vado”: +++9184141: numero inesistente. “Merda!!! E ora? Mi chiamerà lei. Uhm (formicolio). Spero faccia presto”. Passò il Natale: solite bevute. Il capodanno: menù turistico da 30000 e 40000 canne per sperare di raggiungere l’alba. Gennaio. La primavera: 20 aprile. Giornata di sole in balcone: Martini/Campari/ghiaccio/limone. Gli occhi sull’ultimo numero di Nathan Never: Segnali dallo spazio. All’arrivo di Legs Weaver sulla stazione orbitante Giove 71 i pensieri si estraniarono dalla questione. Pensò alla donna poliziotto dell’agenzia Alfa per dieci minuti molto intensi. Quindi gli tornarono in mente le primavere dell’infanzia: il pallone, il Commodore 64, i film porno di John Holmes. Arrivò un messaggio: “Qui si sta benissimo ma mi manca il mare. Baci. Ada”. Si grattò il mento. Lo rilesse tre volte. Si guardò intorno. “Uhm”. Pensare è per gli stupidi (il problema è fidarsi del proprio istinto). Richiamata istantanea: uno squillo, due, tre, sei, nove. Segreteria. Si grattò la fronte. Si guardò intorno. Fissò per dieci minuti il basilico con soddisfazione paterna: verde, profumato, rigoglioso. Apparentemente felice. Di una serenità distaccata. “Richiamerà” si disse. “Chissà dove cazzo sta?” Alla fine richiamò. L’anno dopo. Fu mentre alla tv John Holmes penetrava con gusto Linda Lovelace vestita da Miss Piggy dei Muppets: mentre ci dava dentro cercava di infilarle la testa nella tazza del cesso e scaricare. “È un vero professionista” pensò davanti al sedici pollici con le braccia incrociate, “eppure non riesce ad arrivare alla leva dello sciacquone”. La maialina intanto continuava ad agitarsi, cercando di aiutare il leggendario partner nell’impresa: infilò il più possibile la testa nella tazza e alzò per bene il culo per aria. A quanto pare anche la cocca sapeva il fatto suo. Eppure lo sciacquone rimaneva ancora un’impresa proibitiva. Fu interrotto mentre sul divano comparava l’espressione di Holmes con quella di Schwarznegger nel finale di Atto di Forza. “Ehi, ti ricordi di me?” “Ti stavo pensando” “Davvero?” “Sì, preavverto sempre quando qualcosa di importante sta per accadere” “Non prendermi in giro”. Risatina. “Dove sei?” “A casa a guardare un porno”. Si congratulò con se stesso della freddezza sarcastica di cui era capace nei momenti migliori. “Ma non eri un intellettuale?” “Beh, di un certo tipo” “Non ti interessa più da dove viene l’uomo, il mondo, la vita…?” La interruppe con un tempo invidiabile: “Ora cerco di capire perché le videoteche vendono peluche e saltimbocca Findus”. Era sincero. “È semplice commercio”. “È appunto quello che mi stavo dicendo”. Era come pattinare sul ghiaccio: liscio e piacevole. Fino a che la linea non cominciò a perdere colpi, spezzando tragicamente il ritmo olimpionico della conversazione. Finì così: “Ascolta, sono in fila alla biglietteria della stazione. Sarò in paese stasera” “Uhm” “Mi vieni a prendere?” “Perché dovrei?”. Seguiva l’istinto. “Dai…non ci vediamo da una vita. E poi voglio darti l’invito di persona”. “Per cosa?”. “Indovina un po’!”. Si sposava. Ripensò ai matrimoni a cui era stato da bambino: il vestitino da ragazzo Cuore, parenti e parenti sconosciuti, l’attesa interminabile prima e dopo la messa sotto un sole della madonna. E poi cedette a tutto un quadro di pura retorica: padri dai vestiti stretti, mamme/nonne/zie e acconciature da brividi. Poi le amiche e gli amici dello sposo in occhiali da sole. Gli sposini imbarazzati. Il prete. Il ristorante con le zanzare morte sulle tovaglie. I camerieri quindicenni che si sbattevano per comprarsi il motorino. Timballo, spaghetti e montagne di arrosto. Venti hip hip. Una torta. Due statuine di zucchero. Un bacio. L’applauso. “Ok, ti aspetto all’uscita del binario”. Cercò una frase da aggiungere per dissimulare i suoi pensieri, ma non ci riuscì. Lei riattaccò mentre ancora cercava pateticamente rimasugli brillanti nel fondo del cervello. Spense il telefono. Alzò il volume della tele. Per un attimo gli venne da pensare. Ma ancora una volta volle fidarsi del suo istinto. Così andò e si fece una sega. Poi tirò lo sciacquone, mentre dalla tv si sentiva che il buon vecchio Holmes non aveva ancora scaricato sulla sua Miss Piggy.
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13:44 |
Inverni lunghi, freddi, umidità appesa a filari di pioppi che finiscono solo perché finisce anche l’orizzonte. La casa-cascina perduta in tutto questo silenzio, tra Imola e Lugo. Costruita da Giuseppe, il padre siciliano, terza elementare, uomo di tre parole. Emma ha diciannove anni, occhi blu normanni, piccolina e rotondetta, due belle tette grandi che cerca di nascondere ma é impossibile su un corpo di solo un metro e 50. Piacerebbe, perchè ha il tipico corpo da porca che i suoi coetanei arrapati cercano per fare pratica sessuale, ma invece no, fa un po’ sfigata, con i suoi vestiti di maglina acrilica comprati alla bancarella del mercato del paese, le scarpe col tacco inutilmente alto e comprate due anni dopo la moda, rossetti troppo vistosi per quella bocca comunque da baci. Un suo compagno di classe una volta le ha scritto un bigliettino che quando si tira una sega pensa sempre a lei che glielo suga. Emma, che non l’ha mai sugato a nessuno, non ha fatto una piega, ha fatto finta di farsi una risatina e l’ha buttato nel cestino, né offesa né lusingata. Non gliene importa molto, cerca solo di essere come tutti, di avere qualcosa da dire alla Piera, sull’autobus la mattina. A scuola non brilla ma va bene, fa sempre i compiti ed é molto ordinata, una della quale non c’é mai bisogno di preoccuparsi. Le insegnanti se la dimenticano, così come le sue compagne, a parte la Piera, con cui divide il banco dalle elementari al quinto ragioneria. Migliaia di chilometri su autobus blu di linea per campagne tutte uguali, orari mandati a memoria, ore a fissare di fuori, poco da raccontare anche a Piera, solo frasi dette e ridette, risatine stiracchiate, autisti a cui danno del tu. Il sabato pomeriggio sullo struscio a Imola, per finire a andare con qualche ragazzo al cinema pomeridiano. Nessun vero amore, solo baci e toccatine, lingue salate di popcorn o dolci di liquirizia, profumi dozzinali spruzzati per nascondere un odore di campagna di cui si vergogna, e che in realtà non c’é. Solo una cosa che accende il suo sguardo posato, l’automobilismo. A casa Izzone si compra almeno una rivista a settimana, anche in pieno inverno, quando non ci sono neanche i test. A tavola si parla solo di Ferrari e, se proprio mancano gli argomenti, di automobilismo in generale. E’ un’esperta la Emma, ricorda tutto: date, nomi, cognomi e soprannomi, riconosce i piloti dal casco fino alla formula tre. Non capisce tanto di motori, a lei interessano le persone. Gli amici maschi non parlano troppo volentieri di Formula Uno con lei, si sentono meno virili per il fatto che lei é donna ma ne sa più di loro, e alla fine Emma ne parla soprattutto con gli attempati frequentatori del Bar Sport, dove va a prendere il latte, aspettando che il Gianni le dica "Vieni mo qua Emma che mi spieghi come mai...." Ma la sua vera dimensione di F1 la vive al GP di Imola: da quando c’é, l’evento a casa Izzone viene vissuto come una festa religiosa. Se ne parla da tre mesi prima a un paio di mesi dopo, e la vita di tutti i giorni gira su questo futuro o passato avvenimento. Da tre anni Emma lavora all’autodromo nei giorni del gran premio. Figurarsi che la pagano anche, lei che pagherebbe per essere lì! Ha iniziato al controllo pass dell’ingresso Est, da dove passano anche tutti i piloti e i team managers. Chissà perchè ma si ricordano il suo sorriso un po’ triste, e le ricambiano i saluti. Dopo un po’, iniziano a salutarla loro per primi. Fa tenerezza, fa simpatia, così tranquilla e serafica nel suo involontario e inadatto corpo da porca, esercita un’attrazione un po’ magnetica con le sue gran tette, gli occhi celesti e le labbra carnose. Su tutti, anche sull’organizzatore, che la conferma di anno in anno, fino a farla lavorare al controllo interno per l’accesso alla sala stampa e alle terrazze VIP, dove c’é il passaggio migliore. Piloti e Managers delle squadre ormai la riconoscono, e lei gli chiede - e ottiene - sempre qualcosa: autografi, adesivi, spille, fiammiferi, portacenere e anche qualche maglietta. Ma il suo grande amore è René Arnoux. Anche lui sempre gentile. Le piace tanto così bassetto, come lei, col suo accento francese. Da meccanico a pilota, si é fatto da solo, da zero. Ogni sera, prima di addormentarsi, passa delle mezz’ore a fare elaborate fantasie d’amore con lui, della loro prima volta, di giri in macchina (guidando piano però, che Emma in macchina ha paura, e infatti non prende la patente) e passeggiate mano nella mano sul lungomare di Montecarlo, a scegliere lo yacht che lui le avrebbe regalato per il fidanzamento. E’ stato tanto carino l’anno prima, quando l’ha vista le ha addirittura chiesto "Come stai?", capito? Proprio a lei, di persona. Emma è ancora vergine, e in un certo senso è un po’ imbarazzata ad esserlo, ma ha deciso che non riesce a immaginarsi di fare l’amore con nessuno dei ragazzotti un po’ grezzi che ci sono in giro, vuole qualcosa di meglio, vuole il sentimento e anche un po’ di romanticismo. Ha deciso che lo farà con Lui, che lo farà innamorare, in occasione del prossimo GP. Deve essere René il Primo, un francese, che sedurrà e da cui si lascerà sedurre con tutto lo sdilinquire delle sue erre mosce. E’ un anno che l’ha deciso, dopo quel Come stai, ed ora lo attende con ansia al controllo pass, con tutta l’aspettativa di un anno di fantasie. Eccolo che arriva, con la tuta già addosso. L’ha vista, sì, l’ha vista, ma non l’ha neanche guardata negli occhi, ha solo alzato di fretta una mano, col viso buio e le palle girate. Emma conosce i suoi motivi di malumore, li ha seguiti tutti sulla stampa, ma la delusione è grossissima, come se lui l’avesse insultata o presa in giro. Si sente arrossire dall’imbarazzo con gli altri ragazzi del controllo, a cui aveva raccontato di quel Come stai? aggiungendo molti particolari, anche inventati, ma non veramente inventati, solo aggiunti, perchè la storia fosse appena un po’ più carina, perchè ci fosse qualcosa di un po’ più personale, qualcosa in più da dire sui quei 10 secondi di gloria dell’anno prima. Le bruciano gli occhi, cerca di fare un sorriso convincente, come se non gliene fregasse niente, e dice qualcosa sulle previsione del tempo per la domenica. Per quel giorno non lo rivede più, e dall’energia di desiderio accumulato per quell’uomo in tutti quei mesi di fantasie anche erotiche le è venuta fuori una grossa carica di provocazione rabbiosa, e dalla vergogna con i colleghi una grande spavalderia. Si mette a fare la civetta un po’ con tutti, e quando alla fine della giornata di prove passa un altro pilota francese, L., le scappa detto al collega "Questo si che è un bel figo, non quel nanetto di Arnoux". Allora il ragazzo trattiene il pilota per la manica e gli dice "Visto che belle tette? Facci sopra un autografo!" Ridono tutti, anche Emma, spavalda e imbarazzata insieme, e si avvicina al pilota con fare invitante e la penna. Mentre scrive l’autografo, lui le tiene il seno da sotto con la mano aperta, e nel suo italiano da Clouseau le dice "questò bello tavolò per escrivere". Lei sorride cercando di farsi vedere navigata, e magari un po’ indifferente . La mattina dopo, Arnoux passa di corsa senza neanche guardarla, e lei si gira dall’altra parte facendo finta di non averlo visto. Ieri è stata la prima sera in cui a letto non ha potuto fare le sue belle fantasie, il giocattolo si é rotto. L. invece le fa un bel sorriso, passandole due volte molto vicino. La seconda, lei ha la chiara sensazione che abbia fatto un movimento con la mano apposta per sfiorarle di nuovo il seno. Qualsiasi cosa per non sentirsi come il giorno prima con Arnoux. A fine giornata, quando ormai non c’è rimasto quasi più nessuno in giro, anche Emma inizia a preparsi al ritorno a casa. Si toglie la casacca bianca e rosa dei controllori, e resta con il suo vestito di maglina bordeaux. Ha avuto tanto caldo con quel vestito quasi invernale addosso, ma è il vestito che le sta meglio, quello che le toglie di più la pancia. E’ ancora delusa dal suo René ma è il GP di Imola, cacchio, non si può essere tristi dopo averlo atteso tutto l’anno. Si avvia verso l’autobus di casa, con i piedi stanchi su quei dannati trampoli, con la suola troppo sottile per quel ghiaino maledetto. Appena passato il ponte sul Santerno sente un colpo di clacson alle spalle. Si scansa, credendo di aver intralciato qualcuno, ma non passa nessuno e il clacson suona ancora. Si gira e in macchina c’è L. da solo, le offre un passaggio a casa. Emma si mette a ridere "Se mi accompagni finisce che ti perdi". "Bien, allora vieni a bere un aperitivo con me!". Troppa fortuna, davvero non se l’aspettava, ma come è possibile che le stia succedendo davvero? Accetta e mentre lui si allunga ad aprirle la portiera, senza scendere dalla macchina, lei si raddrizza un po’ il vestito, mentre la bocca le si secca improvvisamente dall’emozione. Una volta seduta, non ha quasi coraggio di guardarlo in faccia, ma accetta subito di andare al suo Hotel per bere qualcosa. Chissà cosa, visto che Emma è astemia. Lui prende un bitter e lei lo stesso. E’ un po’ alcolico, se ne accorge subito, ma è tardi per cambiare e lo beve piuttosto in fretta, anche perchè non sa cosa dire. Lui parla dell’Italia e delle belle donne italiane, non snob come le francesi, e racconta di una vacanza che ha fatto a Porto Cervo, lasciando intendere di grandi prestazioni. Lei non sa che dire, fa solo finta di essere stata anche lei in Sardegna, ma i suoi collant neri troppo opachi non le reggono il gioco, e si sono raggrumati sul tallone dove batte la scarpa. Nasconde il piede dietro la poltrona, apre ma poi richiude la sua borsa, mentre - tanto per dire qualcosa - sull’appiglio Francia-Italia inizia a millantare amicizia con Ducarouge, il "Duca" (che le ha solo regalato due belle magliette tanto per disfarsene), ma la conversazione non decolla, ed è quasi sollevata quando lui guarda l’orologio. "Si è fatto tardi" dice lei prima che lo possa dire lui, ma invece lui la guarda e le fa "Non vuoi salire un attimo?". Non sa bene che fare. E’ un po’ stordita, niente a che vedere con il poco alcol del bitter. Vorrebbe pensare ma le pulsa troppo il cervello. In qualcuna delle sue fantasie con Renè c’era un pezzo in cui lui la invitava a bere qualcosa in albergo, ma non ricorda più le sue battute, solo che lei era sicura di sé ed aveva un vestito nero molto elegante. D’altronde pare che L. non sia molto interessato alla conversazione, le fa solo un sorriso e mentre si chiudono le porte dell’ascensore le sfiora con l’indice il sedere. Nella stanza, lei gli dice che ha bisogno del bagno, e solo quando si guarda allo specchio capisce che è impaurita. La mano che reggeva la tracolla della sua borsetta simil-pelle ha i segni delle sue unghie sul palmo. Però é decisa. Si farà. Si annusa le ascelle ma non puzzano, e non ha resti della piadina del pranzo tra i denti. Si vergogna quasi un po’ delle mutandine troppo sexy che aveva messo la mattina, pensando cosa?, si chiede adesso, quasi che fossero inadatte a una vergine. Si sente improvvisamente un’impostora, esce piano da bagno e lui si è gia messo a suo agio sul letto, con indosso solo gli slip. Lei arrossisce, grata alla penombra della stanza. Le fa cenno di avvicinarsi. Lei si siede bordo al letto. Lui si fa una risatina e si tira su, mettendole la lingua in un orecchio. La lingua nell’orecchio le è sempre piaciuta. Anche Arnoux gliela mette sempre. E’ un buon inizio, cerca di rassicurasi ma le trema un ginocchio. Inizia a spogliarla, lei capisce che é il caso di fare qualche gemito. Lui apprezza. La bocca continua a essere secca, e quando lui finalmente la bacia le sembra di stare ingoiando un polpo. E’ secca anche tra le cosce, troppo impegnata a pensare a come dirgli che é vergine. Non sa bene che fare, lui gioca coi suoi seni, delicato ma un po’ meccanico. Di nuovo l’orecchio, le scappa un altro gemito, questa volta quasi vero. E’ rimasta solo con quelle ridicole mutandine di pizzo nero. Lui inizia a passarci sopra l’indice, fa un’altra risatina molto francese, e poi gliele toglie con abbastanza decisione. Emma allarga meccanicamente le cosce e mentre lui le si fa sopra inizia dire "devo avvertirti che sono .. " Ma la parola ‘vergine’ le si strozza in un urletto di dolore che spiega immediatamente anche a lui la situazione. Si tira indietro un po’ sorpreso, le chiede quanti anni ha e se ha voglia di farlo. "19" e "sì" gli sembrano risposte più che sufficienti, quindi continua con appena qualche precauzione in più. Lei non prova quasi più dolore, ma nessun piacere. Le gambe restano aperte, non è più neanche tesa, non gliene importa più quasi niente. Lui per fortuna é bene attento a non venirle dentro, poi salta quasi fuori dal letto, prende un po’ di carta per sè e poi le lancia il resto del rotolo. Un’occhiata all’orologio. Poi le fà "Certo questi italiani non capiscono proprio rien de rien di ragazze, eh?". Lei gli risponde con un debole sorriso e inizia a rivestirsi. Lui, sempre l’occhio all’orologio, le fà "Vuoi prendere una doccia" ‘Sì, e me la porto a casa’ pensa lei "No grazie, vado a casa". "Hai bisogno di un passaggio?" "No grazie, stai pure tranquillo te". In ascensore pensa ‘meno male che ho il vestito bordeaux, così se perdo altro sangue quando scendo dall’autobus magari non si vede. Quanto sarà durato tutto? Sono solo le 7, al massimo un’oretta. Faccio ancora in tempo con quello delle 19 e 26, che stasera a cena c’é pollo alla cacciatora’.
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13:40 |
Giallo a Milano. Due cadaveri, un uomo e una donna, forse stranieri e di un'età compresa tra i 40 e i 50 anni, sono stati trovati, questa mattina, in un giardinetto che si trova in una zona periferica del capoluogo lombardo. I due corpi, distesi quasi
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13:00 |
sabato, marzo 06, 2004
Entro nel bar come ogni lunedì sera che saranno le nove, nove e un quarto. Senza salutare nessuno mi dirigo nella saletta del biliardo. Roffe scuote la testa in cenno di saluto facendo una strano smorfia con le labbra. Subito dopo, impugna la bottiglia di Moretti, riempie un bicchiere e me lo porge stando attento a non rovesciare il contenuto sul tappeto verde del biliardo. Quando Danilo azzecca la carambola che gli permette di mettere in buca una pesantissima dodici che chiude la partita matematicamente, Roffe si porta le mani sui capelli. "Che cazzo di culo!" Grugnisce inferocito "questa sera ti riesce tutto…..non li hai mai messi certi tiri, proprio stasera ti dovevi svegliare!" La situazione è più o meno in parità. Loro hanno messo due palle più di noi ma Roffe, con un tiro da antologia, ha sospinto la otto in buca centrale. Anche se hanno una palla piazzatissima e l'altra non messa male, la buca della quindici è coperta dalla nostra sei che sta lì apposta senza che io e Roffe la muoviamo di un centimetro.
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15:41 |
Bologna 20 febbraio 2004
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15:19 |
martedì, marzo 02, 2004
Speravate di esservela cavata dribblando il velista, l'iniziato al golf e quello che è appena stato mollato dalla morosa, ma qualcosa di molto peggio vi si è appena accomodato di fianco: è il novello esperto di vini. La specie è in pieno boom demografico: di solito è tra i trenta e i quaranta e ha appena terminato il corso base di sommelier organizzato dalla palestra o dalla parrocchia. Con crescente apprensione notate che disdegna il menù e inizia subito a sfogliare con sussiego la carta dei vini. Il suo sguardo accigliato trasvola d'un balzo Chateauneuf-du-Pape Guigal e Sassicaia e si addolcisce solo se riconosce qualche mediocre vinaccio che però ha già assaggiato e che fatalmente viene imposto alla tavolata anche si trattasse di accompagnare l'aragosta con un amarone. Mette in crisi il cameriere con domande su nomi fuori lista e annate risalenti a Luigi XIV. Questi balbetta qualcosa e fugge dopo aver servito una naturale e una gasata. Adora la barrique, sbava per i supertuscans, divinizza i cileni, sudafricani e australiani; disserta su Frescobaldi e Antinori come se ne fosse il vicino di feudo; le sue bibbie sono il Wine Spectator e il Gambero Rosso, ma le sue conoscenze enogastronomiche si riducono a: rosso con gli arrosti, bianco col pesce e moscato con i dolci.
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14:12 |
Vivevano nella casa dove si era consumato un atroce delitto senza saperlo. E l'hanno scoperto guardando la televisione. E' successo ad una coppia di londinesi: stavano vedendo un documentario in tv su un efferato delitto, quando hanno scoperto che il posto in cui un uomo aveva ucciso e fatto a pezzi la figlia adottiva era la loro casa, le quattro mura domestiche in cui vivevano.
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14:04 |
L'identikit dell'inseminatore ideale è ormai tracciato: è danese, ha gli occhi azzurri, è alto 180 centimetri e pesa 81 chili. È il ritratto di "Finn" il donatore di sperma più richiesto alla più grande banca dello sperma, la Cyro Bank, che produce 10mila porzioni di sperma l'anno e può contare su una clientela disseminata in 40 nazioni. Fino aggi "Finn" ha venduto 180 dosi del suo richiestissimo liquido seminale. A rivelarlo è il quotidiano milanese "Libero".
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13:57 |
lunedì, marzo 01, 2004
Si accende una sigaretta mentre sta facendo ossigenoterapia e prende fuoco. E' morta cosi' una donna di Padova, ricoverata per gravi insufficienze respiratorie nell'ospedale cittadino.
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17:12 |
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