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lunedì, febbraio 21, 2005 Un turista sloveno, in vacanza in Trentino con moglie e figli, è morto scendendo con il bob lungo la pista del passo Rolle. Il corpo senza vita dell'uomo, Zlatko Splait, di 36 anni, è stato trovato dai soccorritori nella tarda serata di domenica in un fossato accanto alla pista, dopo che la moglie aveva dato l' allarme avendolo aspettato invano al termine della discesa. Secondo i primi accertamenti medici, non è escluso che il turista abbia perso il controllo del bob in seguito ad un malore. La famiglia, dopo la cena, aveva deciso di scendere lungo la pista già chiusa, non rendendosi conto del pericolo
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13:49 |
domenica, febbraio 13, 2005 Come faceva invariabilmente quando pioveva forte, l'impianto elettrico della mia "Niva", la fuoristrada disegnata dalla Fiat e costruita dai sovietici nello stabilimento di Città Togliatti, stava avendo una crisi isterica e aveva deciso di non accendere il motore. Era maggio, il maggio del 1980, e la primavera ci regalava quelle piogge che riescono a riempire di fango anche le strade asfaltate di Mosca, quasi a ricordare ai russi urbanizzati e agli stranieri che la madre terra non è mai molto lontana dalla vita e dall'anima di questo Paese.
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14:30 |
venerdì, febbraio 11, 2005 Si e' ustionato gravemente un 68enne malato di cuore che ha tentato di fumare una sigaretta facendo esplodere la sua maschera di ossigeno. L'episodio e' successo ieri sera a Salisburgo, in Austria. L'uomo ha acceso inavvertitamente i tubicini della maschera d'ossigeno che e' esplosa immediatamente. Lo ha reso noto oggi la gendarmeria di Salisburgo
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14:46 |
mercoledì, febbraio 09, 2005 Un uomo di 66 anni è morto a Milano durante un incontro con una prostituta. Il fatto è stato scoperta quando due donne stavano trasportando il corpo dell'uomo che poco prima si era sentito male durante l'incontro sessuale con una di loro.
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15:18 |
martedì, febbraio 01, 2005 Nel corso di una toccante e maschia cerimonia alla presenza delle minime autorità della Repubblica e di un manipolo di valorosi intellettuali tipo Clarissa Burt, Alleanza Nazionale ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Anniversario importante e decisivo, con tanto di rimembranze, ricostruzioni e nostalgie: si festeggia la fatidica data in cui gli ex fascisti trovarono un fidanzato molto ricco e decisero di mettersi al suo servizio. Una serena posizione politica che molti definiscono di sudditanza, ma che in certi circoli popolari si ostinano a chiamare «a pecora». Un amore sincero. Ne ebbero in cambio un nuovo nome, cariche di governo, posti chiave nell'amministrazione dello stato e persino il ministero degli esteri, con la promessa che questa volta non dichiareranno guerra alla Francia, non spezzeranno le reni alla Grecia e si sforzeranno di non invadere la Russia. Speriamo bene. I grandi festeggiamenti cominciano con un filmone per la tivù commissionato da Gasparri - uno che si chiama come una legge di merda - e pagato da tutti noi. Poi proseguono con la lettura di brani scelti, la passerella degli onorevoli, l'omaggio dovuto ai colonnelli che hanno guidato la truppa per questi dieci anni, per finire con il volitivo discorso di Fini Gianfranco. La serena atmosfera dei festeggiamenti rischia di essere un po' appannata dalle ultime giravolte del famoso ricco fidanzato che, non sapendo più dove sbattere la testa per trovare un candidato in Campania che prenda più del 3%, vorrebbe richiamare all'ovile la signora Mussolini. Manovra azzardata e quasi impossibile, che se per caso riuscisse, farebbe finire nel cesso i 10 anni di faticosa finzione sulla de-fascistizzazione dei fascisti. Del resto, da uno che va ad Auschwitz a citare Pol Pot non ci si poteva aspettare niente di meno. Dunque si passa all'assalto della cultura, quell'oggetto misterioso da sempre in mano ai comunisti che - pur difficile da maneggiare - sembra essere il nuovo status symbol, più e meglio di un nuovo telefonino. Su giornali, periodici e riviste di riflessione teorica (!) comincia una frenetica campagna acquisti. Corto Maltese, Lucio Battisti, Giorgio Gaber vengono prontamente ingaggiati. Essendo morti stecchiti, o addirittura soltanto disegnati, essi non possono dissociarsi, né rendere la tessera, né querelare. Dunque, si procede a spron battuto. Vittorini, perché no? Sciascia, ci mancherebbe. Montanelli, ovvio. E poi persino Piero Gobetti. E addirittura Gramsci, uno morto nelle loro galere e ripescato ora per rimpolpare l'album delle figurine. «Italianità», è il motto con cui Fini tenta l'appropriazione di tutte queste luminose figure della cultura nazionale. Un minimo comun denominatore piuttosto ampio: se basta l'italianità per essere iscritti d'ufficio ad An, allora che si prendano anche Vanna Marchi, Topo Gigio, Erica e Omar. L'ardito assalto riguarda anche - e ci mancherebbe - la cultura pop, l'immaginario collettivo diffuso dal cinema. Gli Incredibili della Pixar (supereroi di cartoon che non possono fare giustizia a cazzotti perché i soliti lacci e lacciuoli glielo impediscono), il Tom Cruise de L'ultimo Samurai, il Russel Crowe di Master & Commander e moltissimi altri. Tutti assunti (contrattino a progetto) per dare l'assalto a quel moloch terrificante che si chiama «egemonia culturale». Un bel disegno. Ambizioso. Coraggioso. Resta però l'enorme abisso che separa la realtà dalla fantasia e, nel caso specifico, i vivi dai morti. Già, perché per dare l'assalto alla cultura, le falangi si presentano con tanti fantasmi illustri, pensatori, filosofi, scrittori da tempo deceduti. Mentre se guardi i vivi, ti trovi lì Clarissa Burt e Veneziani, Lando Buzzanca, Luca Barbareschi e 90° minuto. E' proprio il caso di dire che se ne vanno sempre i migliori, e con quel che resta si mette su una festicciola di celebrazione in cui ci si scambiano le figurine di una grandezza culturale molto immaginaria, costruita lì per lì a forza di espropri e fantasiose appropriazioni dell'ultima ora. Perbacco, questi astuti post-fascisti! Virtualmente possono vantare la crema della cultura italiana. Poi, di reale, possono mostrare un Gasparri, un La Russa, persino una Santanché. Niente male come egemonia culturale. postato da me: indovinami | indovinami@hotmail.com | |
20:02 |
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